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Il vino in bottiglia ha una data di scadenza?

13 Ottobre 2020

Quanto dura il vino dopo l’imbottigliamento?

 

Diversamente da altri prodotti in commercio, l’etichetta sulle bottiglie di vino non riporta la data di scadenza. Per il semplice motivo che è impossibile stabilirla con assoluta certezza. Il vino è un elemento vivo, in continua evoluzione, che prosegue la sua maturazione anche una volta che è stato imbottigliato. Ci sono vini che con il tempo perdono il gusto e si appiattiscono, mentre altri acquisiscono tono e sfumature. Per questo motivo, la legge non obbliga il produttore a indicare la data di scadenza sull’etichetta. I fattori che potrebbero influenzare lo sviluppo, o il deperimento, del vino sono tanti. Sarebbe semplicemente impossibile esaminarli uno ad uno.

 

In base alla tipologia del vino però si possono fare alcune previsioni, anche se non certe, sul momento di “massima evoluzione”, ovvero quello in cui è consigliabile degustarlo. Per farlo è necessario considerare la longevità (acidità, tannicità, grado alcolico e percentuale zuccherina) e l’affinamento, ovvero le modalità di conservazione, del vino stesso, prima e dopo l’imbottigliamento. Se sigillato in una bottiglia di qualità, conservato in condizioni ideali, senza variazioni di temperatura e di luce e senza essere sottoposto a brusche vibrazioni, il vino si deteriorerà più lentamente. Altri fattori che incidono sulla durata del vino in una bottiglia chiusa sono: l’annata, il vitigno e la zona di produzione.

 

  • Quando “scadono” i vini rossi?

 

Se si escludono i novelli e i frizzanti, una caratteristica indispensabile per i vini rossi è l’invecchiamento, per cui risultano più longevi di qualsiasi altro vino. Generalmente si consiglia di stappare e degustare le bottiglie di vino rosso in un arco di tempo che va dai quattro ai quindici anni dopo la vendemmia, per essere certi che il vino al loro interno abbia sviluppato tutte le sue qualità.

 

  • Quando “scadono” i vini bianchi e i rosati?

 

Proprio per le loro caratteristiche intrinseche, ovvero struttura e alcolicità inferiore, i vini bianchi non garantiscono la stessa longevità dei vini rossi. Non mancano comunque le eccezioni, come i rosati. Quando si parla di vini bianchi è necessario distinguere tra: vini bianchi giovani e vini bianchi più strutturati. Nel primo caso è buona norma consumarli entro sei mesi o un anno dal momento della vendemmia, mentre nel secondo caso si arriva addirittura a tre o quattro anni.

 

  • Quando “scadono” gli spumanti?

 

Per quanto riguarda i vini spumanti bisogna fra una distinzione tra: spumanti prodotti con metodo classico e quelli ottenuti con metodo Charmat. Se si vuole verificare la “scadenza” di un vino spumante prodotto con metodo classico occorre verificare la data di sboccatura, ovvero quel processo che consente di rimuovere il lievito residuo della fermentazione. Da quel momento, il vino dovrà essere consumato il prima possibile, entro sei mesi o un anno, in modo che non perda la sua caratteristica effervescenza. Nel caso dei vini spumanti ottenuti con metodo Charmat si consiglia ci consumarli entro uno o due anni dalla data di imbottigliamento.

 

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